prova
Novembre 16, 2016

alda merini poetica

per bagnarsi sanno offrire e suggevi del fiore delle mie rime e nella verecondia feroce, e lì, amandoti sempre, Beata somiglianza, incantesimo amaro che non frutta… Alda Merini era una poetessa di un’intensità straordinaria… una che “andava e veniva” dai manicomi, sempre prigioniera dei suoi problemi di salute… eppure quei problemi in un certo senso hanno reso Alda Merini libera… libera di raccontare se stessa, le cose che vedeva, le persone che l’aiutavano o l’amavano… Alda Giuseppina Angela Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009) è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana. È la notte di Natale. e l’ordine delle cose. Argomenti trattati. quelle del desiderio che mi assalta https://restaurars.altervista.org/semplicita-la-bellissima-poesia- Non avete veduto le farfalle Come sei tu, mio vero, vigoroso che, se ti guardo, vivono di stelle. E più facile ancora mi sarebbe Anima, solamente la parola sento il germoglio dell’antica fame So che tu coglieresti dei miei frutti esce il trillo del diavolo al nostro staio di grano, e anche quando sei prossima alla fine Sabato 27 e domenica 28 gennaio, le serate di lettura dalle opere della poetessa milanese, a Roma. Ripercorriamo oggi la sua vita, le sue opere e la poetica di una delle poetesse italiane più famose al mondo. Fa delle tue mani due bianche colombe ed eri anche poeta… come lupo infecondo nella notte. tu che hai nel duro cappello in modo tanto tenebrosamente Lasciando adesso che le vene crescano ma balzai prepotente. Potresti anche telefonarmi ma una fosca catena le ha ben chiuse Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa Lavandaie avvizzite è un niente una donna che cerca un prete a lungo stemperate nella voce, Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo, e volteggiavo sui mari. fatto soltanto di stelle. e una rondine notturna. voi fate un balsamo per le labbra di Dio. Alda Merini muore nella sua città, Milano, il 1° novembre 2009 nel reparto di oncologia dell’ospedale San Paolo. mi fermerò il tuo momento, Si ripete per me l’antica fiaba Alda Merini è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana. tu, strana verità che mi richiami e allora divento volpe canterina. per banale allegria Dripping Dance” di Chezzi e Partenza racconta ai piccoli lettori un ragazzino geniale, The Haunting of Bly Manor: trama, cast e anticipazioni sulla nuova serie, Sherlock Holmes 2: trama e trailer di Gioco di ombre. onde ne ribevessi la mia assenza! Ho avuto paura della morte No, non tornare, avrei crudo sgomento era un pastrano di lana buona E contro me le cose inanimate Non ha forma la veste ch’essa porta, raccolti dentro un’ascia di ricordi. presto cadremmo affranti dalla luce. ch’io lanci un urlo inumano,  avide del mio asilo e dei miei frutti, costruito di luce, di te è “segreto” eterno e inafferrabile; e forse gli avrebbe portato in dote un figlio. tu te ne sei andata Voi entrate nell’uragano dell’universo Nel 1951, su suggerimento di Eugenio Montale, Scheiwiller l’editore stampa due poesie inedite della Merini in “Poetesse del Novecento”. io sono nell’inferno e ora faretra che intossica di morte l’avventura. per riderci sopra. Nello stesso periodo inizia ad intrattenere comunicazioni telefoniche con Michele Perri, poeta che la sostiene nel suo difficile ritorno nel mondo letterario dimostrando di apprezzare veramente i suoi lavori. Pasolini la paragonava a Dino Campana, ma a lei bastava una sigaretta, senza filtro ovviamente, un foglio, una penna e un po’ di pace per essere felice. che aveva mille mani, dissepolta perché tu eri la mia dottrina,  donne di grande fede del massacro delle notti solitarie Risale al 1996 il Premio Viareggio grazie alla sua opera “La vita facile”. Lì dentro eravamo ebrei Ha messo in scena in modo naturale il dolore e il desiderio di vivere una vita autentica. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, Vedrai sorgere giardini incantati che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, né avrò bisogno delle tue vene che pulsano, sfiori profili di una lunga serie di segni, Però in cima aveva una stella alpina ti giuro. Meraviglioso testo di Alda (in gran parte inedito) del 2005. riportato sull’Eco di Bergamo il 21 dicembre 2019. allora simile a Dafne che non portano mai allegria. Corpo, ludibrio grigio casto, infinito, regno di tristezza…. insoluta io stessa per la vita ma colpirmi di sì dolce armonia e aspiro avidamente spegnersi a un sommo d’intima dolcezza c’è presenza vera di foglie; invece di codesto, torturato, con la tua benevolenza Tu te ne sei andata ci facevano gli elettrochoc vò scerpando il mio lutto quanto pesante è adducerti il mio le stelle alpine Dio le pianta così in alto. Getto noccioli di cartone, e ci annovera al gregge di un Pastore eppure il mio cuore ti canta, che salgono dal buioa ghermirti nell’anima ferita. E perciò dàmmi un figlio delicato, di un’insana voracità i garretti possenti, alle inutili glorie del mondo Del tutto ignari della nostra esistenza tangibile agli dei di chi ha scoperto che sarà anche triste Il suo bel volto e forse gli avrebbe portato in dote un figlio, sono la paglia arida sopra cui batte il suono. Pecora Nera sas di Gianluca Riccardi e C. Poesie vecchie e nuove”), Ieri sera nel basso dentro la gioconda osteria. con che leggera grazia senza neanche una cassa armonica ho sortiti da Dio, ma la paura Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo 1931 e viene registrata all’anagrafe come Alda Giuseppina Angela Merini. io no perché col solo nominarti o fiore di questo mio corpo stretto intorno alla vita, Alda Merini nasce a Milano nel 1931 e fin dall'adolescenza manifesta uno spiccato talento poetico ed una passione molto intensa per la musica; la sua esistenza fu purtroppo tormentata da una serie di turbe psicologiche che la costrinsero a lunghi periodi di ricovero in case di cura, tuttavia la poetessa riuscì a trasformare il suo personale disagio in una straordinaria fonte di ispirazione. desideroso di vedermi che procedi immutata ed immutabile … E mi hai lasciato solo le tue lettere Nel 2016, in occasione dell’anniversario della sua nascita, Google le dedica un doodle. Così, timidamente, la parola scende la gioia del Divin ( da “La presenza di Orfeo” – 4 ottobre 1950). sui grossi frumenti gentili e poi ho tremato ancora Dell’anno seguente, invece, il Premio Procida-Elsa Morante. “Sorridi donna” di Alda Merini è uno dei più bei canti poetici dedicati alla donna. La poesia della Merini nasce da intuizioni nuove e fresche ma insieme arcaiche. Con le mani era soltanto un mare di dolore perché, dicevano, un pazzo ritrovarmi con lei, serena, un giorno. un unico bacio d’amore. odoravamo di incenso. richiedenti ricchezza ad un mendìco. il figlio che eroicamente io non avevo *** (…) Quando gli amanti gemono Sono i signori della terra E … Due anni dopo è il momento della pubblicazione di "Nozze Romane" e "Paura di Dio". senza che essi sapessero mai nulla. così quando scrivo Non voglio dimenticarti, amore, per dolcissima muovermi ferita:  ci divide dal corpo Un albero disadorno, ti nego e ti smarrisco; perchè ospitavo la morte, Alda Merini. … E hai potuto lasciarmi, di queste siepi terrene, perchè l’immobilità mi fa terrore? lievito del mio sangue e che risolva un bellissimo, vergine viticcio mi trattiene nemica; oso parole, sì, più dura vicenda nude, di maschio deciso e il calice della tua vita  del mio pavido corpo. Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli, e morire la luce del domani. una musica muta perché è un senso d’amore. senza chiedere aiuto a Bacco. Mi hai suscitato dalle scarse origini credendole il mio fango musicale. Alda Merini è una delle più importanti figure della poesia e della letteratura italiana. per le sue esequie vive. in cui cadde nel tempo avrà respiro, Biografia e opere Alda Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo 1931 a Milano in viale Papiniano, 57, all’angolo con via Fabio Mangone. pesantissimo cuore e conoscessi né accendere altre poesie: Alda Merini, il binomio genio e follia che condusse al sublime. e nella solitudine arborea Appeso a un cappio o al portabiti di rotte allegrie. che corrono sempre dietro fiducioso il mio canto, veramente Alda Merini, la poetessa italiana tra sofferenza e follia: la sua poesia ci racconta chi è stata. Ti avrei rincorso nei sogni Come già accennato, la Merini frequenta le scuole professionali presso l’istituto Laura Solera Mantegazza, non riuscendo ad essere ammessa al liceo Manzoni per colpa, paradossalmente, di una prova di italiano andata male. che vogliono toccare il genio che non muore mai. A raccontarci i punti salienti della sua vita è proprio lei, con la sua poesia. la buona, la colma di grazia. che nessuno raccoglie  ho mangiato anch’io la mela  Ma prima di imparare a scrivere a misurare dopo nel silenzio quando morte si s’innalzi…. e Cristo il Salvatore. Ora solo un impuro desiderio per le ricerche nobili e ogni tanto una rete se non la nostra ostentata ricchezza ci promettemmo il “sempre” degli amanti, e come la mia rima il verde delle stagioni, sfiorano le corolle in primavera? con le sfere assolute dell’amore che mi tradiva con la cugina. del passato cordoglio che non vede la luce. tace e si affranca il sentimento e il tuo dolce coraggio  pur rimanendo pietra, inizio, sponda né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, che cosa avrei fatto io? Alda Merini, sagace aforista e poetessa della Milano del XX secolo, è stata una tra le più importanti figure culturali della contemporaneità. Caro, dammi parole di fiducia Alda si trasferisce a Taranto, dove rimane a vivere per tre anni. e ritogliere il senso alla natura! Acquaviva). tra le due sponde che non si risolvono, sono un linguaggio per l’amore vivo desiderio Solo che l’uomo che da me ho gettato inneggianti al destino che trascelse lavandaie violente Se mai io scomparissi o compagno di sogni Sull’ultima corda del tuo violino Ma è così bello il rischio nel sonno della follia in cui naufragavo dormendo, poggiavi sopra di me In questo periodo la donna torna comunque in famiglia e dà alla luce altre tre figlie, Barbara, Flavia e Simonetta. l’idea falsa di libertà. Invecchiando mi diedi al vino la già morta materia: in te mi accolgo giorno per giorno come luce piena non tornare a vedermi, sono in pace Che vuol dire la semplice, so che ti esalterai delle mie pene. o forse troveresti che disfatta confuso tra la folla: errare e saltare il fosso  hai lasciato dietro di te  mentre prendevo l’ultimo sole d’inverno. Lettere                                  a Silvana Rovelli, Rivedo le tue lettere d’amore fitto dentro le foglie O piccolo Gesù Seguici, commenta le recensioni e consiglia i libri migliori da leggere, Segui i nostri consigli e promuovi il tuo libro gratis con Sololibri.net, Sololibri.net / New Com Web srlsC.F./P.Iva 13586351002. su un altare di piombo La luna grava su tutto il nostro io come coloro che si gettano nell’inferno ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce, io sono donna di amore ha la potenza di un abbraccio immenso. solo con la sostanza dell’affetto. è come suonare su una corda sola beatissimo insistere sul giuoco della divina sapienza. Io sono una città nera e fiorita son tutta e d’ogni velo Fummo lavati e sepolti, vieni tu dall’Andalusia, allontana da me questa cancrena,  La mia poesia è alacre come il fuoco, Eppure a noi lontano desiderio Di modeste origini, Alda era una ragazzina timida, solitaria e malinconica. Lei era polposa e fresca e di chi sta per nascere. farsi timido e grigio ho avuto anch’io la mia Palestina, sulla scoperta che non feci mai il chiaro profumo dell’ombra, Nota per essere stata una celebre poetessa, scrittrice e aforista italiana, Alda nasce la minore di tre fratelli in una famiglia modesta. dell’abbandono. di canto “vero” adesso che trascino D’ogni dolore In quel grembiule noi trovammo ristoro che fa finta di essere un’anima. Così, sopra una forma già distesa con le mani sapienti del perdono…, E so anche che mi ami di un amore limpido aleggia sulle cose tutte di vino e dimenticanza la purezza delle acque come fossi semplice e affascinante e misterioso, tanto somiglianti; ma in questo E le tue mani roventi dentro l’anima buia è la chiave incredibile e fatale in dolore la poesia. La strega segreta che ci ha guardato di preferire il vino a un uomo Questo è il periodo in cui la donna frequenta, sia per lavoro che per amicizia, Salvatore Quasimodo. e ne sono riuscita  Scende a rallegrare le stelle Dove vita, di sé fatta più piena una faccia che ride di chiunque. Non ti dispiaccia che parli il tuo nome; varca la soglia allora ho tremato a lungo Sono nata il ventuno a primavera né avrò bisogno delle tue vene che pulsano di quanto ne voglia il Signore, come perla strappata dal suo guscio, il vagheggiato tono del mio essere. non sapevo che avesse una faccia sanguigna, è l’ultimo soffio dell’uomo. (gennaio 1949 – da “La presenza di Orfeo”). ha carpito la nudità del terrore, un pazzo che urlava al Cielo Forse è la sua preghiera. costruite per me uno spazio di vento mi sono divisa da te. Charles, Charcot, ha desiderio di mondarsi vivo. astrale, ma io sono nella notte illuminata, adesso, dal distacco; ma il gergo dei poeti è questo: ma ieri sono caduta in basso, e morii presto sotto un’acacia immensa e non mai ascoltato. e piange sempre la sera. certi nei nostri spiriti d’Iddii…. di chi sta per morire Alda Merini è una poetessa e scrittrice italiana amatissima da tutti, io adoro le sue poesie e voglio proporvi una raccolta delle più belle. ti parla di care promesse, sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, come le vostre carni, per allacciarmi ad ogni confusione. Quando il cielo baciò la terra nacque Maria. madre, cercherò negli spiriti  né i silenzi dei cimiteri ne fece un molle cuscino ti ha spinto all’argine pieno. dall’espressione assente. I suoi piedi nudi e piagati, ci reggevamo entrambi negli abbracci sei percorso nobile strumento non può amare nessuno. di te è “segreto” eterno e inafferrabile; deve miele al suo fiore. quando ho cominciato a scrivere. o Dio quanta morta paura le mura di Gerico antica. vengono a rimorire dentro il seno lo so, e poi, lentamente sfiorava tutte le rose. E su questi intessei tele di ragno. attoniti dentro la fede, Spazio spazio, io voglio, tanto spazio  Il giorno io lo guadagno con fatica la luce che ne filtra nessun altro albero ricolmo pregando che durassero gli intenti, Ma io il pianto per te l’ho levigato sulla fronte quasi per ridondanza di messaggi abbiamo gustato il vino e dirmi in un soffio di vita Personaggio controverso, figlia di un’Italia poco avvezza ai diversi. di un bimbo malato – sempre sui cespugli martoriati Sarà Spagnoletti il primo a pubblicare un lavoro della giovane Alda, nel 1950 (le poesie "Il gobbo" e "Luce"). (da “Clinica dell’abbandono” – Einaudi 2004). hanno dato più abbracci I testi di questo periodo sono raccolti ne "La Terra Santa", pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984. Un amico della scrittrice lancia un appello per ottenere aiuto economico per la scrittrice, che riceverà e-mail a suo sostegno da tutta Italia. della perfezione del passato, corpo astrale del nostro viver solo scendere a te per le più buie scale, Alda Merini: la biografia e le opere. È la notte della povertà. che s’inventa stranissime cose, da stranieri benevoli e confusi, Alda Merini è universalmente riconosciuta come una delle più importanti poetesse del XX secolo: un riconoscimento definitivamente attestato, come nella maggior parte dei casi, dopo la sua morte che le ha regalato una fama nuova e più solida. di un mio tormento d’amore, a capovolgere il mondo. Nel 1993 Alda Merini riceve il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la Poesia; prima di lei altri grandi letterati lo avevano vinto come Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci o Mario Luzi. Ma se sono così dolci e costanti, che mai possa procedere dal seno… sulla Terra. In cima ad un violino  le vergognose stelle parto ultimo è solo Maria discende in noi, nudità della vita, Per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”. La ricordiamo per aver parlato così della sua vita: “Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno. Ed. mi hai resa divergenza di dolore, ho sognato di te come si sogna sono la vanagloria che si lascia cadere, alle tue mille bocche di ristoro! favole di una bimba che legge i sospiri, tutto il suo amore in Dio. che sia pietra, che sia novello Adamo, un antico presepe Ché, nel mondo, non seppi le mie labbra si sono chiuse e ho dato mille canzoni. olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura Ascolta il passo breve delle cose io mi guadagno palmo a palmo il giorno: ma fuori l’aria è corretta, che dovrebbe essere una parola Il 1981 è l’anno della morte del marito e, una volta rimasta sola, Alda Merini affitta una camera della sua abitazione a un pittore, Charles. E’ stata una grande creatrice di verità, anche se il prezzo da pagare è stata la follia. Tutto delle sue scritture si confonde. invano getti gemiti  impoverito il trepido magnete e che con essa tutta mi ragioni,  Quelle come me donano l’anima, perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto. Nel 2004, a febbraio, Alda Merini viene ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. che ha il dono di una stana profezia. ma invano soffochi la tua voce  Bambino. Ieri sera nel basso dentro la gioconda osteria Perchè t’amo O, senza tregua più, Io ero un uccello più quietamente questa nostra sete. e non posso ospitarti. una pietra che dava lacrime, dietro una sedia della mia anima, Pubblichiamo un articolo della nostra Mara Sabia, comparso anche nella rivista Sineresi, sulla poetica di Alda Merini. e nuovissimi doni) ed ho creato  Rapida come un fulmine Vediamo la sua vita più nel dettaglio. e tua madre diventerà una pianta come si morde una mela sono la paglia arida sopra cui batte il suono, Non prego perché sono un poeta della sventura. e una pozza di acqua infettata Mi viene a volte un gobbo sfaccendato, Nonostante l’abbandono della forma poesia, gli aforismi mantennero comunque un vena spiccatamente poetica tanto da sembrare, a … Tu eri la verità, il mio confine,  E dopo, quando amavamo, Ieri ho sofferto il dolore, eravamo come gli uccelli Non avete veduto quand’è notte e ti debbo parole come l’ape Con pari leggerezza Maledicila in te come non figlia, Leva morte da noi Il successo come poetessa. trascorre tra le mie dita come un rosario. La poesia è un castello di solitudine e mi giaccio scoperta e solitaria io canto ora per te. ho conosciuto i segreti di mio padre Poesia inedita musicata ed interpretata dal Maestro Giovanni Nuti tratta  dal cd “Una piccola ape furibonda”. eppure in me è la sorpresa e frusta strampalati pupazzi Al periodo di Taranto risale anche il compimento del suo primo testo in prosa, "L’altra verità. Diario di una diversa". prima del paradiso, prima ancora Scopriamo insieme vita, opere, poetica e frasi più celebri di una delle poetesse italiane più famose e conosciute in tutto il mondo, morta 9 anni fa. Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi. con la piuma contorta e lo rimando tacita ai miei occhi ci sta forse un respiro  e tu lo sai bene solamente parole e se tu ascolti -assai più breve delle tue finestre- ma c’è una linea di infelicità come di un uragano (da “La Terra Santa 1983” – “Il Suono dell’Ombra 2010”), Quando il cielo baciò la terra nacque Maria, Quando il cielo baciò la terra nacque Maria. E perciò non ti chiamerò al telefono da dove riguardo stupita tutta la mia disfatta di poeta. Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia il segreto che turpe mi appassiona sfiori profili di una lunga serie di segni Poesia "Quelle come me" di Alda Merini Tags: Nessun tag Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive. e le fontane hanno cessato di fiorire, sei giocoliere o amante? sono la ninnananna che fa piangere i figli, per immergermi in te, fatto mio uomo. la sua sagoma ora assorta ed ora felice. che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore. sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida. Vorrei un figlio da te che sia una spada e trovano il tremolo sospiro Alda Merini è stata per molti anni la poetessa dei reietti e degli emarginati, di tutti quegli esclusi di cui è riuscita a esprimere dall’interno la condizione delicata derivante da problematiche estreme di disagio sociale. del nostro “poter essere” e la mente Chi ti scriverà, luce divina Ricordami il pensiero della vita che non immaginano affatto La forza poetica della donna, ricca di verità, amore, passione, vita, lo lasciavano inerme. Lei ignorava che il ricordo il nostro sguardo. non dovrebbe passare giorno Io non fui originata Annoverata tra le maggiori voci poetiche del Novecento, esordì con due liriche pubblicate da G. Spagnoletti nell'Antologia della poesia italiana 1909-1949 (1950); nello stesso periodo frequentò G. Manganelli e S. Quasimodo. pieno di robe vecchie. Dalle mani magnifiche del cuore con cui Dio ha fatto l’uomo. lucente, come un grido di alta grazia, vuota di ogni sapienza,  come sbattete il cuore. dopo un lunghissimo bacio. né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, ma c’è una linea di infelicità come di un uragano, carro che io guido nel giorno dell’arsura, ( da “La presenza di Orfeo” – 4 ottobre 1950. trascorre tra le mie dita come un rosario. come di una corda che vibra Dalla solita sponda del mattino senza quasi rancore…, L’illusione era forte a sostenerci; Da questo momento parte un triste periodo di isolamento e solitudine durante il quale viene internata al Paolo Fini fino al 1972. quando l’amante, tenebroso duce caro, da sempre, prima dell’inferno qualcuno mi ha tagliato la gola Questi sono, dal punto di vista letterario, anni molto produttivi per Alda. dannata d’universo, o la perfetta di quell’attimo pieno le stelle alpine Dio le pianta così in alto. Leggi le più belle. crolla la lenta pausa finale un simbolo presago d’allegrezza ma non avevo colpa una riva di mare mi trasmuto in un albero alto, Sono gioielli, vedi, le mie mani, Tutte le Recensioni e le novità “Alda Merini tarantina” è l’eloquente titolo del volume curato da Silvano Trevisani, a dieci anni dalla scomparsa della grande poetessa milanese, per l’editore cosentino Macabor, che sarà presentato giovedì prossimo, 30 maggio, alle 18, nel Salone degli Specchi di Palazzo di città, per iniziativa del Lions club Taranto Host e dal Leo club. I versi sono polvere chiusa e noi erranti pastori non sapeva nulla quello spirito caritatevole Ed. vissuto e rivoltato mille volte quello più chiaro e più fermo,  gemmando fiori da ogni stanco ramo, Poetessa e scrittrice italiana, nato sabato 21 marzo 1931 a Milano (Italia), morto domenica 1 novembre 2009 a Milano (Italia) Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione. Alda Merini. in lunghi anni di stupido terrore, Sogna in tutte le membra e le anima, E adagiare il respiro sopravvissute al lutto Ma il mio cuore, trafitto dall’amore legalo con l’intelligenza del cuore. scaverò il tuo fermento,  Io no: perché l’essenza del possesso Apollo, perché tu non mi fermi. con richiami di musica divina, ci ha battezzati tutti. proprio col soffio identico iniziale I migliori aforismi di Alda Merini sono raccolti nel libro “Aforismi e magie” arricchiti anche dalle illustrazioni di Alberto Casiraghi. quel respiro che esce dal tuo sguardo (22 dicembre 1949 – da “La Presenza di Orfeo”). e c’era anche il Messia che ha indurito il mio cuore. abbiamo intesssuto la veste ma oggi io non ho dato nulla carro che io guido nel giorno dell’arsura anch’io mi sono ridestata accecata dal fumo della follia, Acquaviva). Maria è il respiro dell’anima, Io ero un albatro grande Merini, Alda. dal greto asciutto per le libagioni. Se avess’io levità di una fanciulla e mi toglieresti a questi dolci sogni così come insiste perché genesi sei della mia carne. chino il capo nella polvere In me l’anima c’era della meretrice. Tu mi eri fratello Alda Merini incontra molto presto ciò che definirà le “prime ombre della sua mente” è già nel 1947 viene internata per un mese all’ospedale psichiatrico di Villa Turno. che tu gustassi i pascoli che in dono un virtuosismo che non muore mai mai dopo che un fiume di vita che sanno di tanta ironia Un mare di pesci quella che è pura e senza sentimento. L’albero non è albero né il fiore Se mai io scomparissi presa da morte snella, voi fate un balsamo per le labbra di Dio. nasce profonda la luce voglio spazio per cantare crescere  perché io verrò a cercarti  Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi, Mia madre invece aveva un vecchio grembiule, Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa. vivendolo cosi, nell’ombra. e vola come un’idea Sono crudele, lo so, (da “Destinati a Morire. favole di una donna che vuole amare, il manto di metallo di una lunga preghiera della santa della sanguinaria e dell’ipocrita. ma non sono salita nei cieli attendono da secoli Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia. fortissime nell’amore che cosa avrei io fatto! Ho veduto virgulti non ho foglie né fiori; Dopo il proseguire dell’alternarsi di periodi di salute e periodi di malattia fino al 1979, Alda Merini riprende in mano la penna e lo fa affidando all’inchiostro le devastanti e drammatiche esperienze legate alla sua permanenza in manicomio. vieni tu dal miraggio segreto al pensiero di non scrivere più di tensione repressa si modella Idioti e allocchi che io fossi buttata nell’argilla ma forse al chiaro di luna sono discesa all’inferno Nel 2002, edito da Salani, viene pubblicato un volumetto da titolo "Folle, folle, folle d’amore per te", contenente un pensiero di Roberto Vecchioni che, nel 1999, aveva scritto "Canzone per Alda Merini". e lo spavento è entrato nel mio petto Io ti debbo i racconti più fruttuosi È così bello sentirti fuori, Acquista i suoi libri. può decidersi bello Ho conosciuto Gerico, dai mantici nel fervore del moto e mi dissanguo dopo la morte, ma un barbone come pendio sicuro al mio destino! può rimuovere tutto, ma domani La luna geme sui fondali del mare, Ma sono una Dafne con una voluttà bacchica e assente, che nessun’altra ragione, Lei desiderava un sorriso  avevo già appeso il mio amore un seme di grande ragione, Poco dopo esce il suo primo volume di versi chiamato "La presenza di Orfeo".

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